LA MEDITAZIONE DELL'ACQUARIO

“Il più saggio e migliore degli uomini è colui che ha raccolto e imparato a manifestare in se stesso le lezioni che si ritrovano in tutti i segni.”

Swami Kriyananda

I nativi dell’Acquario provano un profondo desiderio di rapportarsi con realtà ampie e con la legge universale, e possiedono una spinta interiore che li può portare a sintonizzarsi con queste realtà portandoli a scoprirne la loro fondamentale esattezza.

Strettamente correlate a questa aspirazione sono qualità di Urano, pianeta che secondo gli astrologi moderni governa il segno e gli imprime iniziativa e originalità. Urano è infatti il pianeta dell'intelligenza, dell'originalità, dell'espansione, della ricerca e dell'immaginazione. L’acquario è però tradizionalmente governato anche dall’austero Saturno, che simboleggia l’autorità, il sacrificio, il rispetto delle leggi e le istituzioni (ma solo fino a quando servono per raggiungere i propri obiettivi) il karma, ed in senso positivo, il dharma, legge eterna, e il dovere spirituale dell'uomo di raggiungere livelli sempre più elevati di sintonia con quella legge.

Ed infatti il dono dell'Acquario è di ispirare la comprensione che il dovere più elevato dell'uomo è servire come strumento per le verità più elevate, armonizzando ogni cosa con la legge universale. Il simbolo dell’Acquario è un uomo che versa l’acqua: la ragione dell’acqua come rappresentazione di un segno d’aria è che l'acqua nei tempi antichi simboleggiava la vita e il battesimo spirituale. Egli quindi è portatore di una benedizione, che non può essere altro che la Legge divina, il Dharma. In un a diversa interpretazione, che non esclude però questa prima, l'Acquario si libera dell'acqua, ovvero delle passioni terrene, per salire in cielo (il riferimento è a Ganimede che nella mitologia greca è legato alla costellazione dell’Acquario e simboleggia l’amore puro, elevato).

Come per tutti i segni d’aria, l’equilibrio è fondamentale per i nativi dell’Acquario ed in questo si gioca tutta la loro crescita spirituale. Bilanciare la vita terrena e quella spirituale, quella della prossima dimensione, è fondamentale per i nativi del segno che possono provare a raggiungerlo comportandosi in modo distaccato dal presente, poco interessato cioè alle cose di questo mondo.

La dualità dei due pianeti dominanti può essere un dono o una condanna perché rende più difficile l’equilibrio al quale egli anela: i nati sotto il segno dell’Acquario possono infatti trovarsi ad essere delle persone molto socievoli (Urano), sebbene interiormente solitarie (Saturno), risoluti e coerenti, ma al tempo stesso visionari e innovativi. Individualisti forse più di qualunque altro segno dello zodiaco perché detestano perdere tempo nella loro strada verso il loro obiettivo (Saturno è il signore del Tempo), eppure propensi a trascorrere il loro tempo a capire il mondo e cercare di migliorare le cose per tutti.

Un perfetto equilibrio tra la contrazione di Saturno e la spinta interiore verso l’infinito, sebbene difficile da raggiungere, unitamente alla saggezza che accompagna il segno, potrebbe collocare i nativi in Acquario fra i più grandi personaggi dell'umanità. Tuttavia sarà comunque sempre difficile per loro essere pienamente compresi dalle persone gli stanno accanto e soddisfare le grandi aspettative che gli altri ripongono in lui. Troveranno difficile, per esempio, accettare il fatto che l’Acquario gli è amico perché lui crede nell'amicizia, non perché crede in loro. La socialità degli Acquario infatti nasce più dalla loro certezza che sia giusto essere socievoli che da un desiderio di intima connessione con l’altro. È così l'Acquario tende a sentirsi interiormente piuttosto solo al mondo. 

Ciò che veramente guida l’Acquario è il dovere: egli cerca di esercitare la sua autorità sugli altri imponendo la propria visione del dharma.

Tuttavia il grande rischio per questo segno è che il suo campo visivo possa, a volte, abbracciare una parte assai limitata dell'universo intero; e dato che il tatto è una virtù che l’Acquario raramente possiede, il risultato dei suoi sforzi di armonizzare le persone con i suoi ideali può, a volte, limitarsi a un'intromissione pesante negli affari altrui, con una visione che non va oltre una migliore organizzazione del condominio e con un'indisponente tendenza a parlare solo e sempre di questo, ammorbando chiunque incontrino.

Uno squilibrio tra visione interiore e azione esteriore può produrre delle vere e proprie contraddizioni. Interiormente, ci si può sentire colmi di amore universale e di fede nella legge divina; esteriormente invece questi può tradursi in perenne preoccupazione e si possono vedere le persone soltanto come minacce a quell'ideale, sospettando perfino i migliori amici di infedeltà. L’aforisma “Amo l'umanità; sono le persone che non sopporto” esprime perfettamente il baratro nel quale rischiano di cadere. In questi casi infatti egli può trovarsi paralizzato, indolente e chiudersi in sé stesso condannando come negativo il suo stesso idealismo. In questo caso, perderà qualunque senso di missione personale nella vita, divenendo un'anima perduta.

Dalla parte opposta, l’elevazione dell’Acquario ad un livello più alto può portare la sua grazia interiore ad esprimersi esteriormente nelle più pure manifestazioni di amore umanitario.

Un vizio al quale pochi nativi dell'Acquario si piegano è la meschinità poiché essa nasce dal senso di limitazione dell'ego, che è l'essenza stessa di ogni illusione umana. L’Acquario, con la sua visione consapevolmente ampia della vita, può ispirare e guidare al riscatto dalla soffocante limitazione dell’interesse egoistico. Un proverbio sanscrito autenticamente acquariano nello spirito è:

“Vato dharma, tato jaya”

dove c'è il dharma, lì c'è la vittoria

La vera chiave della felicità sta nel diventare veramente impersonale, nel vedere anche sé stessi, e non solo gli altri, nella stessa luce impersonale nella quale egli vede il resto del mondo, includendo anche se stesso nell’astrazione. C'è infatti una ulteriore dualità nella natura ddll’Acquario: sa essere imparziale con tutti, eppure rimanere profondamente ferito da ogni affronto involontario o immaginario che riceve; sa dire agli altri esattamente come dovrebbero vivere le loro vite, eppure non applicare a sé stesso i suoi buoni consigli! «Fate ciò che dico, non ciò che faccio» è un motto sul quale occorre lavorare.

Ma se il nato sotto il segno dell’Acquario riuscirà nell'abbandonare anche il SUO ego nell'Infinita realtà e nell'aprirsi per diventare un puro strumento della grazia divina, la Legge lavorerà perfettamente attraverso di lui, elevando se stesso e gli altri senza neppure uno sforzo consapevole da parte sua.



I SANKALPA PER L'ACQUARIO

Il più grande difetto del nativo dell'Acquario è la tendenza a pensare che tutte le persone che li circondano dovrebbero essere soggette alla loro visione della verità, aderire ad essa senza se e senza ma. Oggettivizzando i propri valori ed i suoi ideali non lascia spazio ai punti di vista altrui, ai ragionamenti alternativi al suo, e tenderà a scartare a priori ogni opinione diversa dalla sua rischiando di divenire anche totalmente irragionevole ed insensatamente dogmatico. Egli deve dunque comprendere nel suo percorso di crescita personale che persino le verità assolute possono essere legittimamente applicate in diversi modi.

Dal momento che un sankalpa deve essere sempre in positivo - se non sai perché ti invito a leggere qui -, può essere utile per nativi del segno fare proprie queste intenzioni: “Mi apro al punto di vista degli altri”; “Ascolto attentamente e apertamente; “Capisco i valori diversi delle persone che mi circondano e li rispetto”; “La Legge universale opera in maniera differente in ciascuno”; “La mia visione della verità è ampia”; “La Legge universale agisce attraverso di me”; “Vedo la presenza del Divino in tutti gli esseri umani, in tutte le cose”; “Vedo Realtà Universale pervadere tutte le cose e ne sono consapevole”.

LA MEDITAZIONE PER L'ACQUARIO

Le pietre delL'Acquario sono normalmente chiare, quindi legate all'elevazione spirituale dei chakra alti, e generalmente lo supportano nel riordinare le idee, naturalmente disorganizzate e caotiche per i nati sotto questo degno, per consentir loro di concentrarsi sui propri progetti. Favoriscono la guarigione da stress e traumi e la comunicazione, il dissolversi dei conflitti e la fratellanza. In generale hanno un grande potere calmante e riequlibrante che li aiuterà nella loro missione.

Siediti tranquillamente in meditazione e visualizzare te stesso circondato dallo spazio infinito. Contempla mentalmente milioni di chilometri alla tua sinistra, a destra, di fronte, dietro, sopra, sotto.

Librati leggero in questo spazio vuoto infinito, più libero degli uccelli. Lasciati trasportare ampliando il tuo sguardo fin dove va, lascialo andare.

Poi lentamente, torna con la mente a te e al tuo centro, volgi lo sguardo alle profondità del tuo essere e scorgi l’infinità dello spazio anche dentro di te: in Giappone il centro infinito della nostra energia viene chiamato Tanden, in Cina Tandien. Si trova tre centimetri sotto l’ombelico e tre centimetri in dentro: poni le mani su di esso e ascoltane il silenzio, prova a percepirne l’infinità profondità.

Nella Chandogya Upanishad, il saggio Udyalak chiede a suo figlio di tagliare in due metà il seme di un frutto di un albero di banyan.

“Hai visto qualcosa al suo interno?"

Il figlio risponde: "Non ci vedo niente".

Il saggio osserva: “Ciò che chiami nulla è in realtà la fonte di tutto. Da questo shunya nasce un enorme albero di banyan.

Da shunya, dallo zero assoluto dalla inesistenza, scaturisce l'intero Universo.

Da questo tuo centro vuoto espandi ora in tutte le direzioni e verso l'infinito, un senso di amore e gioia universali che avvolge tutti gli esseri e li inonda del tuo amore e della tua gioia.

Questa, e questa soltanto, è la Legge, la Realtà Suprema.

«Ho fatto del mio cuore una landa selvaggia, affinché i fiori selvatici del Tuo amore possano sbocciarvi».

Paramhansa Yogananda


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